mercoledì 27 giugno 2007

UNIRE L’UTET AL DILETTEVOLE – Rubrica letteraria a cura del Doctor Ieski


Il Dott. Impiccio, geniale ideatore di questa testata, è sicuramente uno dei più influenti filosofi, logici e matematici del XXI secolo. In molti hanno guardato a lui come a una sorta di profeta della vita creativa e razionale; al tempo stesso la sua posizione su molte questioni è estremamente controversa. Doveroso, dunque, dare il giusto risalto alla sua ultima creazione letteraria, il pamphlet SE MI VEDETE BERE ACQUA, UCCIDETEMI, un testo provocatorio che, a partire dal titolo stesso, ci proietta a velocità supersonica nel magma oscuro delle categorie. Con la fredda lucidità di un esperto fermentatore di luppolo, il Dott. Impiccio, ci apre gli occhi sul mondo dell’amore. Con la tenace costanza di un mescolatore di malto, ci rivela lo schema dominante nei percorsi categorizzati del sentimento. E’ una mistica rivelazione, il prendere coscienza dell’esiguo numero di categorie in cui genere femminile e genere maschile sono divisi. Ci appaiono con la lucentezza di una schiuma bianca che lambisce il bordo di un boccale, le otto categorie in cui il vasto mondo degli esseri è diviso: A, B, C, D, E ,F, G e H. E, l’estasi finale, sentirsi pervadere dalla sicurezza di sapere che, secondo il complesso schema di decodifica dei processi categorici ricostruito dall’autore, se si appartiene alla categoria H, c’è nella categoria C, una donna bellissima e rispondente a tutti nostri desideri ad aspettare soltanto la nostra chiamata. Insomma, un’opera che lascerà una traccia indelebile. Da gustare in un sol sorso.

6 commenti:

Dott. Garcia ha detto...

Doctor Ieski, letterariamente impeccabile, lascia ancora un po' a desidere sull'art direction delle foto. Troppo evocativa la soluzione scelta. Voto in pallini: 2 su 5.

formica atomica ha detto...

impareggiabile recensione del doctor ieski che, come sempre, è riuscito a sondare l'animo umano cogliendo le diverse sfaccettature di questo autore e aprendo finalmente una porta sulla sua anima etilica palesando quel mondo interiore nel quale si rifugia superati tot gradi alcolici e nel quale, abbattute le barriere del perbenismo pecettese, riesce a rendere leggibile quella sua molestia che tanto amiamo...e a far credere che davvero l'amore è un'equazione matematica e che nulla è affidato al caos...vogliamo pensarlo così, abbracciato alla fidata bottiglia di grappa, con quel suo sguardo perso rivolto al futuro, o verso il passato o, chissà, eternamente alla ricerca del bicchiere perfetto

Anonimo ha detto...

Credo che purtroppo si sia sottovalutato il dramma generazionale che ha vissuto il Nostro, passando dalla Birra alla grappa. Pecetto:Birra=Torino:Grappa? non lo so. Chi lo sa lo dica. Dottor Impiccio dove sei?

formica atomica ha detto...

chi lo sa, forse orami colpito dalla sindrome del super eroe corre in maschera per i campi di volvera aspettando che qualche luppolo innocente lo chiami in soccorso...o alla mensa della fiat hanno iniziato a servire birra per cui travestito da cuoco dorme abbracciato all'erogatore?

Dott. Garcia ha detto...

Presto su questo blog verra' pubblicato il "diagramma di flusso alcolico" per calcolare la variabilita' della curva alcolica del Dott. Impiccio. Stay Tuned.

Dott. Impiccio ha detto...

Come sicuramente scoprirete leggendo il mio testo, riscoperto dall'esimio Doctor Ieski, posso anticiparvi che la banalità della vità, appunto, è tutta racchiusa nell'ultima golata, quel momento nel quale ti rendi conto che tutto si sta esaurendo e sai anche con certezza quando. Tutto accade per tuo volere. Tutto dipende dal bicchiere e dal liquido contenuto.