lunedì 6 agosto 2007

Senza casco a Lampedusa




Cari amici del dott. Impiccio, finalmente sono tornato a comunicare dopo un breve periodo di silenzio dovuto sia a una carenza di radio pecettate sia a una breve ma intensa vacanza…in quel di Lampedusa.
Cosa dire di questo scoglio abbandonato in mezzo al Mediterraneo, Terra Promessa per poveri avventurieri della vicina costa africana e Eldorado per stressati impiegati del Nord Italia?
Si tratta di un’isola veramente piccola (larga 2 e lunga 9 Km) dove basta far passare pochi giorni per poter salutare gli autoctoni con pacche sulle spalle e dove con un pieno puoi fare almeno 10 volte il periplo dell’isola in scooter.
Lampedusa è un posto dove la fretta non si sa cosa sia, dove il casco è un optional, dove i pesci sono talmente tanti che ti saltano in padella, dove l’acqua è così trasparente che se urini in mare ti pinzano dall’elicottero, dove la sera prendi il fresco in piazzetta accompagnato da una turza e da un improbabile candidato sindaco che se la canta in dialetto stretto, dove a colazione è d’obbligo la granita alla mandorla e gelso, dove tra le 12 e le 17 guai se muovi un muscolo, dove i vecchi se la contano seduti d’avanti all’uscio di casa e soprattutto dove i tamarri sono banditi.
Unica nota negativa, ma non troppo, è la vita notturna: o struscio per via Roma o struscio per via Roma!
Comunque, i sette giorni sono passati, Torino è già sotto le mie suole e Radio Pecetto sente la vostra mancanza.

Attendo al più presto vostri racconti estivi conditi, spero, da grandi radio pecettate!!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

grande, bellissime le foto che hai messo.
l'uomo parzialmente scremato ti manda i saluti, dopo aver passato una vacanza abbracciando delfini e scoprendo che il buco sul dorso serve a respirare.
e chi poteva immaginarla, lo spiegate voi alla guardia costiera cattolica?

Dott. Garcia ha detto...

Ma se, come scrivi, "i tamarri sono banditi" dico che c'e' poco da star tranquilli.