Compendio gastronomico all’articolo successivo su Montenegro e BosniaUna coppia improvvisata di viaggiatori (del cui primissimo avvicinamento restano tracce in post precedenti di questo blog) è tornata da un tour Montenegro+Mostar+Sarajevo con qualche kilo in più e una ricetta pronta a sostituire l’ormai desueto kebab: il burek!
Indistintamente consumato dalla popolazione locale a colazione, pranzo e cena, il burek si acquista nella pekara (panetteria) ancora
tiepido e lo si consuma per strada, anche camminando (non per la fretta, che in queste terre non si sa dove stia, ma perché il burek freddo non è burek), oppure lo si mangia seduti a un tavolo spartano, serviti (con estrema calma) da un montenegrino alto e con il classico labbro volitivo.Immaginate un lenzuolo di pasta sfoglia sottilissima: è da lì che prende vita il vostro burek, fatto di lunghi salami di pasta sfoglia
ripieni di carne (manzo o agnello)/carne e verza/spinaci e formaggio/patate, arrotolati a mo’ di girella. A voi la scelta: srotolare i salamini con le mani e avvicinarli alla bocca con fare sensuale oppure tagliarli con il coltello.
A colazione il burek si accompagna a yogurt bianco (mangiato a cucchiaiate a parte o spalmato sopra) e caffè turco, lento a sedimentarsi. I più coraggiosi ci bevono su l’onnipresente rakija (grappa fortissima, di cui consigliamo la variante alla pera, kursco) e una zuppa di carne.
A pranzo e a cena la scelta tra burek e chevapcici potrebbe mettervi in difficoltà o addirittura incrinare il rapporto con il vostro compagno di viaggio: cedere alla tentazione dei salsicciotti di carne macinata e speziata dentro un pane fragrante ripieno di cipolle crude (chevapcici) e affliggere il partner con il vostro alito cipolloso o riassaporare la più leggera e semplice pasta sfoglia del burek? Dilemma più semplice da dirimere dopo l’assunzione di qualche birra (al prezzo popolare di 1 euro al mezzo litro) e un paio di rakije (0,75 euro il bicchierino).
In ambito alcolici segnaliamo inoltre il Pelinkovac, rude liquore alle erbe che ricorda lo Jagermeister, ma forse piu’ buono.
Per gli amanti del dolce queste terre balcaniche riservano grandi ed economiche sorprese: dai kroisant di dimensioni spropositate e senza burro, ma con ripieno di mele, cioccolato o marmellata clamorosamente abbondante, alla sinistra “bomba torta” passando per il fungo di panna ricoperto di cioccolato che il buon Garcia ha provato per voi a metà di una notte sarajevese… il tutto con un costo che oscilla dai 0,50 agli 0,75 euro.
2 commenti:
Diventerà parte integrante della mia variegata dieta...questo è segno di apertura alle nuove colture...o meglio,culture!mò corro a prepararlo...cibo cibo.
ecco, il danno è stato fatto...ora vedremo il dott impiccio girare senza sosta impacchettando qualsiasi cosa si presenti al suo cospetto nella pasta sfoglia...la avvertite voi la Zoe dell'imminente pericolo!!!!
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